PostHeaderIcon Attacco artico al Mediterraneo!

Prosegue imperterrita la forte anomalia alla circolazione media emisferica alle alte latitudine, con l’indice relativo all’oscillazione artica (AO Index) nuovamente a fondo scala (figura 1).


Quel flusso occidentale circumpolare che normalmente caratterizza l’inverno boreale viene arrestato e a tratti invertito dalla prepotenza con cui, ormai senza soluzione di continuità, campi anticiclonici si impossessano delle aree artiche e sub-artiche. Il vortice polare troposferico, dunque, continua a latitare e nuclei di aria artica, a più riprese, ne approfittano per raggiungere le medie latitudini, apportando gelo e maltempo. Proprio uno di questi, a breve, raggiungerà la nostra penisola, ma prima di anticiparne gli effetti in termini di condizioni meteo sulle nostre regioni, comprendiamone la dinamica, partendo da un’analisi su scala sinottica.

A livello Euro-Atlantico, una figura anticiclonica, forte alle alte latitudini oceaniche, funge da indiscussa protagonista, costringendo a manovre fuori dall’ordinario le depressioni atlantiche. Quest’ultime, ostacolate infatti nel loro fluire verso occidente dall’alta pressione nord-oceanica, per raggiungere il Vecchio Continente si riducono ad approfittare di uno stretto canale barico tra i 45 ed i 50°N sull’Atlantico Orientale, aperto ad intermittenza tra l’alta pressione stessa e la permanente azzorriana.  L’approccio all’Europa avviene dal Golfo di Biscaglia, da cui, con direttrice NO-SE, puntano al Mediterraneo Occidentale(figura 2).


 


E’ proprio seguendo questa impervia via che un sistema perturbato ha da poco raggiunto il Mare Nostrum, con il minimo di pressione attualmente rilevabile in corrispondenza delle Isole Baleari (figura 3).


Nel contempo, sulla Russia Europea un anticiclone dai connotati prettamente termici non garantisce condizioni di stabilità atmosferica e assicura condizioni di gelo in loco. Tra l’anticiclone russo e quello nord-atlantico si inserisce in corrispondenza dei Paesi scandinavi una saccatura polare, contraddistinta da un cuore termico a 500hPa (circa 5180m) di ben -43°C(figura 4).


Come vedremo, questa figura barica sarà di cruciale importanza per le sorti del nostro Paese nei prossimi giorni.

Nella giornata di domani, la depressione ora sulle Baleari traslerà lentamente a levante, andando ad approfondire il proprio minimo verso la Sardegna(figura 5).


Si attiveranno sul nostro Paese correnti sciroccali, che segneranno il progressivo arrivo verso le nostre regioni di aria più temperata, ma estremamente umida, di estrazione afro-mediterranea. Precipitazioni sono attese nella mattinata sulla Sardegna, a carattere molto forte sulla parte meridionale. Fenomeno anche sull’estremo Nord-Ovest della penisola, dove si potrà vedere fioccare sino a bassa quota. A partire dalla tarda mattinata/primo pomeriggio le piogge raggiungeranno tutte le regioni meridionali, ad esclusione della Puglia. Quota neve compresa tra gli 1200-1400m della Campania e i 1600-1800m della Sicilia. Nel corso del pomeriggio/serata, i fenomeni si estenderanno alle regioni centrali, con principale interessamento di quelle del versante tirrenico. Neve oltre i 700-800m su Toscana, Umbria e Marche, oltre 900-1000m su Abruzzo e Lazio.

Mercoledi, l’elemento saliente sarà la “strozzatura” della saccatura scandinava, chiusa a tenaglia dall’anticlone nord-atlantico e quello russo(figura 6).

Andrà allora a chiudersi un minimo, dapprima dinamico poi anche termico, sul Nord- Europa, che attratto dalla depressione mediterranea avrà raggiunto  giornata la Francia e avrà cominciato a far sentire i primi effetti sul Mediterraneo. Tale struttura, oltre ad essere caratterizzata da valori termici in quota notevoli, sarà accompagnata ai livelli più bassi da temperature gelide, trovandoci di fronte ad aria di estrazione artico-continentale. Per l’Italia si profila una giornata di maltempo diffuso, con i fenomeni più intensi su Basilicata e Calabria nella mattinata e su Emilia-Romagna e Veneto nel pomeriggio/serata. Le temperature subiranno un aumento su tutta l’Italia nella mattinata, per poi calare a partire dalla serata. La neve potrà comparire a bassa quota sull’Emilia Romagna e a quote via via più elevate procedendo verso meridione, per essere relegata a quote alte al Sud.

Giovedì il proiettile di ghiaccio polare si “tufferà” sul Mediterraneo dalla Francia, andando a complicare la situazione del tempo sull’Italia.(figura 7).


Correnti gelide, dell’ordine dei -10 ad 850hPa (circa 1300m) tracimeranno sul Mediterraneo dalla Porta del Rodano,andando a rifornire di nuova linfa vitale la depressione ormai divenuta italica. Un minimo parrebbe scavarsi sull’Alto Tirreno, con l’aria artica pronta a questo punto ad entrare sull’Italia anche dalla Porta della Bora. Maestrale da una parte e Bora dall’altra causeranno un repentino crollo delle temperature su tutta la penisola, con condizioni di spiccatomaltempo su gran parte d’Italia, neve al piano lungo l’Adriatico dal Veneto alle Marche, a quote molto basse su Abruzzo e Molise e a quote basse anche su Puglia, Basilicata e Calabria.

Mi preme sottolineare come l’evoluzione sia caratterizzata da un’estrema complessità, stante le molte variabili in gioco, capaci di mettere in seria difficoltà i modelli di previsione numerica. Situazione da monitorare con estrema attenzione.

Per rimanere aggiornati, seguite le previsioni emesse quotidianamente in un’ottima e chiara veste grafica da Matteo Minardi!

Renato Catalani

Ultimo aggiornamento (Martedì 09 Febbraio 2010 10:09)

 

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