Disquisizione sull’Inverno Futuro : AO, NAO, QBO e STRATOSFERA

qbo_windSecondo articolo, della serie di editoriali volti a capire, come potrebbe evolvere la stagione invernale in Europa e sull’Italia, analizzando gruppi di indici atti a farci capire come potrebbe risultare la stagione futura.

Premettiamo che chi non fosse interessato a tutta la disquisizione degli indici può andare direttamente alle conclusioni. Aggiungiamo altresì che tali editoriali svolgono mera informazione scientifica e non sono previsioni da considerasi attendibili per l’organizzazione di attività umane.

AO : Misura quanto è disturbato il getto del Vortice polare(Arctic Oscillation, “Oscillazione dell’Artico”). Questo indice non influenza direttamente il clima Europeo,questo stesso indice è influenzato da altri fattori, come quelli descritti dal precedente articolo. Tale indice invece viene definito descrittivo, in quanto appunto, descrive la situazione in atto e passa attraverso 3 fasi : positivo, neutro e negativo. Per il periodo preso in esame si prevede una media per tale indice neutro o leggermente negativo.

NAO : Misura la latitudine in cui si trovano le depressioni Atlantiche, con una differenza di pressione tra l’Anticiclone delle Azzorre e la depressione d’Islanda(North Atlantic Oscillation, “Oscillazione del Nord Atlantico”). Questo indice, come il precedente, non influenza direttamente il clima Europeo, questo stesso indice è influenzato da altri fattori, come quelli descritti dal precedente articolo. Anche tale indice viene definito descrittivo, in quanto appunto, descrive la situazione in atto e passa attraverso 3 fasi : positivo, neutro e negativo. Per il periodo preso in esame si prevede una media per tale indice leggermente negativo o negativo.

QBO : Misura la direzione dei ventri troposferici (Quasi-Biennial Oscillation, “Oscillazione Quasi Biennale”) principalmente in area equatoriale alla quota principale di 50hPa. Questo indice, a differenza dei precedenti, non subisce interferenze, ma è l’indice che influenza (indice predittivo). Il suo andamento appunto è di circa due anni, ed in caso di positività indica una circolazione dei venti troposferici equatoriali da Nord Ovest, se negativo invece, indica una circolazione da Nord Est. Tale indice è fondamentale nel capire principalmente da dove sono più probabili gli ingressi e le circolazioni che si possono innescare. Quest’anno, per la prima volta da che si effettuano le registrazioni, l’indice che era in fase positiva, ha innescato il suo cambiamento solo per pochi mesi, ritornando subito in fase positiva. Tale situazione predilige quindi ingressi più occidentali e di origine atlantica, a discapito di ingressi di origine più orientale, quindi Artica.

STRATOSFERA : Questo non è un vero proprio indice, ma è più una delucidazione di cosa ci si aspetta e di cosa sta accadendo. In linea generale la Stratosfera è più “calda” rispetto lo scorso anno, dove già in questo periodo risultava invece più freddo e tale freddo si è dimostrato continuativo per tutto l’inverno. Tale situazione sembrerebbe essere scongiurata, con scarsa possibilità di avere il tanto temuto e persistente StratCooling o come lo scorso anno MajorStratCooling. Ci attendiamo invece almeno un paio di Warming, ed ovviamente non siamo in grado di decifrare con gli elementi a disposizione, se saranno di lieve, moderata o intensa entità. Questo potrebbe essere di buon auspicio per avere un vortice polare sia stratosferico che non, disturbato e “malleabile” sotto le spinte anticicloniche.

CONCLUSIONI :

Di per se tali indici sono abbastanza discordanti tra loro, e se ci dovessimo basare solo su questi quattro elementi, potremmo concludere che l’Atlantico e gli ingressi da Nord/Nord-Ovest la faranno da padrone, relegando il freddo per lo più sul Nord Europa e parte del Nord Italia, mentre il resto d’Italia vedrà periodi umidi e per lo più miti.

Non perdetevi il prossimo editoriale, dove analizzeremo altri aspetti, in attesa delle tendenze finali che saranno disponibili dopo il 20 Novembre.