Lo spaghetto di Marchetto: L’inverno torna in modalità OFF. Reset barico o de profundis?

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Buon pomeriggio!
Quest’inverno non smette mai di stupire.Dal suo inizio la figura predominante,per forza, tenacia e maestosità è apparsa subito il vortice polare che se da una parte sta facendo crescere in maniera ottimale la calotta artica,dall’altra ha immerso le medie e basse latitudini in una quasi perpetua inusuale stagione.Chiamarla primavera o autunno è indifferente,fatto sta che se non per pochissime situazioni la nostra penisola e gran parte del bacino del mediterraneo si è trovata ai margini di importanti colate gelide destinate verso l’Europa continentale in particolare Grecia e Turchia dove l’inverno è stato decisamente pimpante.
Ad una settimana dalla principale scena invernale avvenuta nel nostro paese,che ha colpito maggiormente le regioni del basso versante Adriatico ora ci ritroviamo nuovamente con prospettive anticicloniche che aggraveranno ulteriormente la situazione dei bacini idrici del centro nord oltre che al ritorno di condizioni atmosferiche inquinate da polveri sottili e via dicendo.Ho diviso il grafico in tre parti.La prima nella quale ci sarà l’avanzata dell’anticiclone delle Azzorre sulla nostra penisola ancora con clima invernale,nella media diciamo,ma per poco.La seconda,quella più pesante e bizzarra con il passaggio di testimone fra Azzorre e sub tropicale.In questa fase le anomalie maggiori come sempre si avranno in quota sul Alpi ed Appennini con nuova fusione del manto nevoso.Nebbie dense a volontà.La terza fase e siamo nella prima decade di febbraio(ma quì siamo nel fanta meteo) riguarda la possibile ingerenza di una parte di vortice polare o come scambio meridiano o come retrogressione ad opera delle wawe planetarie che(nel caso specifico) collaborerebbero a portare l’inverno verso il mediterraneo.Lontanissimo,certo,ma da un punto si deve pur ripartire per cercare l’inverno….Ne riparleremo,spero.
PRECISAZIONE: Il grafico elaborato in questa rubrica è specifica per una macro area posizionata all’incirca nella zona costiera centrale adriatica e riguarda una emissione delle 4 giornaliere.Tale situazione incide notevolmente sulla precisione della tendenza sopratutto con lo scorrere della scala temporale.
Marco Lucarelli