Lo spaghetto di Marchetto: Attacco artico in azione,ma l’atlantico spinge.Italia in una sorta di limbo con deboli spiragli per l’est.

NENENE

Buon pomeriggio!
Ci siamo,il primo nucleo di aria artica si è tuffato nel mediterraneo generando scompiglio.Già dalla prima mattinata fenomeni di instabilità fredda stanno generando rovesci in molti casi di neve tonda,gragnola;chiamatela come volete,ma non neve come si sente dire per strada.Questo fenomeno,classico delle irruzioni di aria artica o polare avvengono sopratutto per contrasto un po come avviene per la gradine nei temporali in altre stagioni.Rotto il ghiaccio con questa fase,dalla nottata arriverà aria più fredda a tutte le quote sempre con locali fenomeni di instabilità,ma è con l’arrivo del nucleo più freddo in quota per domani pomeriggio che la neve potrebbe raggiungere persino le coste,con fenomeni meno organizzati e copiosi rispetto a quelli dei settori interni,ma pur sempre possibili.A questo punto avremo ancora un paio di giorni freddi per la presenza di freddo nei bassi strati,ma via via le temperature guadagneranno gradi verso la media.L’Atlantico però non ci sta e con la complicità di un’aticiclone delle Azzorre non proprio sveglissimo ci fa perdere l’occasione della reiterazione del gelo che si andrebbe a formare ad est,così la nostra penisola si troverà in una sorta di limbo nel quale avremo la rimonta dell’Azzorriano ad ovest ed una lacuna barica ad est che potrebbe garantire un clima innanzi tutto non mite,ma nella media ed anche instabilità che talvolta potrebbe portare rovesci o pioviggini.Situazione comunque da seguire attentamente perchè nei giorni scorsi abbiamo avuto diverse soluzioni veramente agli antipodi tra loro,insomma per ora inverno,poi vedremo.A presto.
PRECISAZIONE: Il grafico elaborato in questa rubrica è specifica per una macro area posizionata all’incirca nella zona costiera centrale adriatica e riguarda una emissione delle 4 giornaliere.Tale situazione incide notevolmente sulla precisione della tendenza sopratutto con lo scorrere della scala temporale.
Marco Lucarelli